Racconto di Tzugumi
Tenere un blog ha molti aspetti piacevoli. Uno di questi è di incontrare persone con cui si scopre una grande affinità e con cui si stabilisce un rapporto speciale.
Forse sono stato fortunato ma in questi mesi sono entrato in contatto con diverse persone veramente splendide. Una di queste è Tzugumi.
Con Tzugumi ci parliamo attraverso commenti sui rispettivi blog ed con questo il blog un pò si trasforma, diventa il posto dove vengono conservati messaggi.
Tzugumi scrive splendidi racconti erotici, lo fa bene, con delicatezza quando serve, a volte con maggiore crudezza. Ammiro il suo modo di scrivere e le sensazioni che riesce a trasmettere. Il suo è uno dei blog che seguo con piacere, aspetto sempre con ansia un suo nuovo racconto.
L'altro giorno ho trovato una bellissima sorpresa, Tzugumi mi ha dedicato un suo racconto, prendendo spunto da un mio commento.
Mi sento onorato di questa dedica, il racconto mi piace molto ed ho chiesto alla cara Tzugumi di poterlo pubblicare anche qui, lei ha accettato e con piacere ed orgoglio lo riporto qui di seguito
Come ultima cosa vorrei dire che sono rimasto colpito dal personaggio di Mingus del racconto, io mi riconosco in lui. So bene che tutti gli uomini vorrebbero essere al suo posto ed è facile identificarsi in lui ma c'è qualche cosa che mi appartiene.
Oltre ad essere una bravissima scrittrice, Tzugumi è anche un pò maga per riuscire a percepire certe cose in uno sconosciuto.

"Sto letteralmente morendo di caldo...ti prego, portami qualcosa di freddo in ufficio"
Sapevo che Mingus sarebbe passato da me nel primo pomeriggio. Io non avevo voglia di uscire; nonostante la temperatura elevata nella stanza dove mi trovavo, l'idea di scendere in strada per raggiungere il bar non mi allettava affatto con quel sole rovente.
Ero estremamente irritata, un incontro con dei clienti importanti mi aveva costretta in un tailleur elegante ma poco pratico. L'unico mio desiderio era liberarmene al più presto.
Mentre sedevo alla mia scrivania, facendomi vento con una vecchia brochure, Mingus suonò alla porta.
Andai ad aprirgli a piedi nudi, delle scarpe almeno ero riuscita a liberarmene. Davanti al suo viso campeggiava un bicchiere alto con un coctail coloratissimo, pieno di ghiaccio.
"Sei il mio mito" gli sussurrai, sfiorandogli la guancia con un bacio.
Mi abbandonai nella poltrona sorseggiando la bibita ghiacciata, mandandola giù a poco a poco dopo averla leggermente riscaldata nella mia bocca.
Mingus mi osservava divertito, diceva che si vedevano i movimenti della lingua attraverso le gote, il che mi rendeva buffa e sensuale al tempo stesso.
L'ultimo sorso uscì incontrollato dalle labbra ed il rigagnolo della bibita si insinuò nella mia scollatura.
Mingus infilò prontamente un dito fra i miei seni, "Non vorrai mica sporcarti la camicetta vero?"
No, non lo volevo, ma la sensazione del liquido freddo sulla pelle era estremamente piacevole.
Me ne liberai, restai con reggiseno e la gonna.
"Passami un cubetto di ghiaccio sul collo, ho tanto caldo"
Lui annuì, affondò la mano nel bicchiere e avvicinò il ghiaccio dietro la nuca.
Sentì una fitta piacevole nei recessi più profondi del mio sesso, Mingus mi aveva toccata nel mio punto debole.
"Ancora, passalo ancora"
E stavolta la zona prescelta fu quella dei capezzoli. Il contatto col freddoli rese duri e sensibili, quasi dolenti.
Gli tolsi il cubetto dalle dita e lo infilai nella mia bocca con aria di sfida. Lui mi tirò a sè infilandomi la lingua in bocca...ed insieme giocammo col ghiaccio.
Mentre mi stringeva io premevo il mio bacino contro di lui, volevo che mi scopasse, sentivo il fuoco innescarsi nel mio sesso...desideravo ardetemente essere presa in quell'istante, su quella scrivania, mentre fuori tutto era silenzio.
Mingus scostò la gonna con la mano e raggiunse i miei slip. Erano bagnati.
Ritrasse la mano divertito portandosela al naso e poi verso la mia bocca.
"Senti? è il tuo sapore".
Affondò il viso fra le mie gambe. Io sentivo le forze abbandonarmi...ero assolutamente ipnotizzata dalla sua lingua che sapeva penetrarmi come fosse un pene.
Mi strinse i fianchi con le mani avvicinandomi sempre di più alla sua bocca, i movimenti erano costanti e imperiosi, leccava e mordeva avidamente senza lasciarmi via di scampo.
Quando improvvisamente accellerò il ritmo la mia schiena si inarcò imbizzarrita, e nella foga dei movimenti non mi accorsi che con un gesto rapido non era più la sua lingua a penetrarmi ma il suo pene eccitato che affondava in me senza controllo.
Raggiunto l'orgasmo, Mingus prese l'ultimo cubetto che non si era sciolto. Il contatto col mio sesso fu piacevole, ma sentì la carne quasi addormentata.
"Non preoccuparti", rise lui, l'ho fatto per ricominciare.....
(ispirata da un "suggerimento" di Mingus....)
Sapevo che Mingus sarebbe passato da me nel primo pomeriggio. Io non avevo voglia di uscire; nonostante la temperatura elevata nella stanza dove mi trovavo, l'idea di scendere in strada per raggiungere il bar non mi allettava affatto con quel sole rovente.
Ero estremamente irritata, un incontro con dei clienti importanti mi aveva costretta in un tailleur elegante ma poco pratico. L'unico mio desiderio era liberarmene al più presto.
Mentre sedevo alla mia scrivania, facendomi vento con una vecchia brochure, Mingus suonò alla porta.
Andai ad aprirgli a piedi nudi, delle scarpe almeno ero riuscita a liberarmene. Davanti al suo viso campeggiava un bicchiere alto con un coctail coloratissimo, pieno di ghiaccio.
"Sei il mio mito" gli sussurrai, sfiorandogli la guancia con un bacio.
Mi abbandonai nella poltrona sorseggiando la bibita ghiacciata, mandandola giù a poco a poco dopo averla leggermente riscaldata nella mia bocca.
Mingus mi osservava divertito, diceva che si vedevano i movimenti della lingua attraverso le gote, il che mi rendeva buffa e sensuale al tempo stesso.
L'ultimo sorso uscì incontrollato dalle labbra ed il rigagnolo della bibita si insinuò nella mia scollatura.
Mingus infilò prontamente un dito fra i miei seni, "Non vorrai mica sporcarti la camicetta vero?"
No, non lo volevo, ma la sensazione del liquido freddo sulla pelle era estremamente piacevole.
Me ne liberai, restai con reggiseno e la gonna.
"Passami un cubetto di ghiaccio sul collo, ho tanto caldo"
Lui annuì, affondò la mano nel bicchiere e avvicinò il ghiaccio dietro la nuca.
Sentì una fitta piacevole nei recessi più profondi del mio sesso, Mingus mi aveva toccata nel mio punto debole.
"Ancora, passalo ancora"
E stavolta la zona prescelta fu quella dei capezzoli. Il contatto col freddoli rese duri e sensibili, quasi dolenti.
Gli tolsi il cubetto dalle dita e lo infilai nella mia bocca con aria di sfida. Lui mi tirò a sè infilandomi la lingua in bocca...ed insieme giocammo col ghiaccio.
Mentre mi stringeva io premevo il mio bacino contro di lui, volevo che mi scopasse, sentivo il fuoco innescarsi nel mio sesso...desideravo ardetemente essere presa in quell'istante, su quella scrivania, mentre fuori tutto era silenzio.
Mingus scostò la gonna con la mano e raggiunse i miei slip. Erano bagnati.
Ritrasse la mano divertito portandosela al naso e poi verso la mia bocca.
"Senti? è il tuo sapore".
Affondò il viso fra le mie gambe. Io sentivo le forze abbandonarmi...ero assolutamente ipnotizzata dalla sua lingua che sapeva penetrarmi come fosse un pene.
Mi strinse i fianchi con le mani avvicinandomi sempre di più alla sua bocca, i movimenti erano costanti e imperiosi, leccava e mordeva avidamente senza lasciarmi via di scampo.
Quando improvvisamente accellerò il ritmo la mia schiena si inarcò imbizzarrita, e nella foga dei movimenti non mi accorsi che con un gesto rapido non era più la sua lingua a penetrarmi ma il suo pene eccitato che affondava in me senza controllo.
Raggiunto l'orgasmo, Mingus prese l'ultimo cubetto che non si era sciolto. Il contatto col mio sesso fu piacevole, ma sentì la carne quasi addormentata.
"Non preoccuparti", rise lui, l'ho fatto per ricominciare.....
(ispirata da un "suggerimento" di Mingus....)







