Ritorno dall'Inghilterra

Scrivo questo post dopo oltre un mese dal precedente in cui parlavo della mia partenza per l'Inghilterra.
In realtà sono stato in Inghilterra solo 4 giorni e sono tornato da tempo. Purtroppo questo non è un buon periodo e malgrado abbia forse più tempo a disposizione manca la voglia di scrivere. In questo periodo di assenza non mi è venuta meno la voglia di tenere questo blog ed infatti ho cominciato alcuni post ma non ne ho portato a termine nessuno, spero di riuscire a pubblicare almeno questo.
Vorrei parlare un pò del periodo che sto attraversando e del perchè sono stato in Inghilterra.
Quando ho cominciato questo blog non sapevo, ed ancora oggi non lo so, di cosa avrei parlato. Sapevo che non volevo tenere un diario, sapevo che non volevo tenere un blog a tema (su musica o libri o enogastronomia). Avrei voluto scrivere un pò di tutto, un pò per tentare di trasmettere alcune sensazioni ai miei pochi lettori ed un pò per fissare in me certe idee.
Ho scritto su vari argomenti ma questo è il primo in cui parlo di me stesso e del periodo che sto vivendo.
I fatti hanno origine nei primi mesi del 2000. In quel periodo lavoravo già da quattro anni a Roma per una grossa azienda. Il rapporto con la mia compagna di allora che viveva a Napoli era in crisi ed io non sapevo se questa crisi fosse dovuta al fatto che riuscivamo a vederci solo nei week end o alle divergenze e conflitti che diventavano sempre più acuti ed insanabili.
Nei primi mesi del 2000 ebbi una offerta di lavoro da una piccola azienda del napoletano che era nata da poco e mi offriva uno stipendio più alto e di lavorare a Napoli. Ero consapevole dei rischi che stavo correndo ma anche per salvare la mia relazione decisi di cambiare azienda. Fino ad allora avevo sempre avuto diverse offerte di lavoro, forse per essermi laureato con il massimo dei voti, forse per il mio curriculum e quindi se le cose fossero andate male, pensavo di trovare facilmente una nuova opportunità di lavoro.
Dopo circa un anno di convivenza giornaliera la mia relazione è completamente naufragata e per l'azienda per cui lavoravo le cose sono cominciate ad andare sempre peggio. Da tempo ero messo alla ricerca di un nuovo lavoro nella speranza di lasciare la nave prima che questa affondasse completamente.
Purtroppo a metà luglio l'azienda è entrata in liquidazione e da allora la ricerca di un lavoro è diventata una necessità primaria.
L'azienda per cui lavoravo era in crisi già da tempo e questo stato di cose ha fatto in modo che anche i miei rapporti con il mondo esterno diventassero quasi inesistenti. Un pò per questo, un pò per l'età che avanza, un pò perchè l'elettronica in Italia è ridotta proprio male, ma sto trovando molte difficoltà nella mia ricerca di un nuovo lavoro.
Stranamente proprio a metà luglio ricevo una email da parte di un conoscente inglese e mi chiede di suggerirgli un ingegnere che si occupava di progettazione elettronica, a questo punto colgo la palla al balzo e mi propongo. Cominciano una serie di contatti via email e telefono e l'idea di trasferirmi in Inghilterra diventa sempre più reale. Per conoscere dettagli sulla vita lavorativa in Inghilterra comincio a contattare alcuni conoscenti che lavorano lì ed oltre a ricevere informazioni, grazie a loro nasce anche una seconda opportunità di lavoro.
Dopo contatti via email e telefono vengo chiamato per un colloquio di persona. Approfittando del viaggio, cerco di fissare un colloquio con entrambe le aziende ma quando già avevo comprato il biglietto aereo mi chiamano e mi dicono che per una riallocazione del budget del 2007 le assunzioni sono rimandate alla primavera e quindi al momento il colloquio è inutile. Dopo poche ore ricevo una email dall'altra azienda dove mi dicono che malgrado gli sforzi non riescono a trovare una sistemazione adatta a me.
Malgrado non avessi più nessuna ragione per partire decido di andare ugualmente in Inghilterra, un pò per cambiare aria un pò per valutare se vale la pena cercare un lavoro anche lì.
Sono tornato e mi sono deciso ad insistere e cercare con maggiore determinazione anche in Inghilterra. Le opportunità che mi erano state offerte erano molto più interessanti di quello che si può trovare qui in Italia e forse malgrado sia molto legato a Napoli, in questo periodo, non è una cattiva idea andare via.
Non so quello che succederà nei prossimi mesi e se riuscirò a trovare un posto di lavoro decente ma al momento sono ottimista.







