"Notte bianca a Napoli" ed i Madredeus
Scrivo questo post dopo un'assenza abbastanza lunga. E' un periodo un pò particolare per me. Un periodo piuttosto negativo che mi porta una sensazione di insicurezza ed instabilità. In teoria avrei molto tempo per scrivere purtroppo è la voglia a venir meno. Spesso resto collegato gironzolo per il web senza un filo logico. A volte mi limito a leggere i miei blog preferiti lasciando pochi commenti in giro. Chiedo scusa alle poche persone che mi seguono e spero che cominciando a scrivere un pò di voglia torni. In realtà vorrei che questo periodo passasse velocemente.
Non ho intenzione di annoiarvi raccontando tutte le mie ansie e preferisco ricominciare con un post un pò più leggero.

Sabato scorso 30 Settembre anche Napoli ha avuto la sua notte bianca. E' stata la seconda edizione. L'anno scorso era stato un vero disastro. La città era stata completamente pedonalizzata e non si poteva circolare con auto o moto (i motorini circolano sempre, per loro non ci sono regole). Tutti erano costretti a lasciare l'auto in periferia. La prima difficoltà era quella di riuscire a parcheggiare da qualche parte, ma era solo l'inizio di un vero percorso di guerra. Circa 2 milioni di persone che dalla periferia della città cercavano di arrivare in centro con i pochissimi mezzi pubblici in circolazione. Alla fine tutti si spostavano a piedi trasformando la notte bianca in una sorta di pellegrinaggio senza meta definita.
L'esperienza dell'anno scorso mi ha lasciato in dubbio fino pensando se non fosse meglio andare a dormire (ci sarebbero anche altre cose da poter fare il sabato sera ma è meglio sorvolare). La musica mi piace troppo e leggendo il programma ho visto che ci sarebbero stati anche i Madredeus, gruppo portoghese che adoro. Mi sembrava anche un bene il fatto che suonassero la Parco Virgiliano a Posillipo, lontani da Piazza Plebiscito e dal centro dove sarebbero accorse sicuramente un gran numero di persone.
Mi sono avviato con un certo anticipo e con sorpresa ho visto che erano previsti posti a sedere. Ho preso posto nelle prime file proprio quando i Madredeus stavano provando il suono. Per me che ho maggiore familiarità con il portoghese parlato in Brasile è sempre divertente sentire l'accento del Portogallo. Teresa Salgueiro che diceva "Antonio, preciso perceber a giutarra do Pedro". Hanno sistemato il tutto con grande meticolosità.
Un pò alla volta è arrivata sempre più gente ma niente di esagerato.

Puntuali alle 9 i Madredeus sono saliti sul palco. Tutti gli uomini con giacca e pantaloni neri, camicia bianca e cravatta nera e Teresa Salgueiro con un vestito verde ed un bolero di pelliccia. La formazione era quella ormai stabile da alcuni anni:
Teresa Salgueiro: voce
Pedro Ayres Megalhaes: chitarra classica
Jose Peixoto: chitarra classica
Fernando Judice: chitarra acustica
Carlos Maria Trindade: sintetizzatori
Le prime note sono state un vera emozione per me. Le chitarre che si rincorrevano e la voce di Teresa che si spandeva nella notte. Il concerto è stato veramente bello con musiche recenti tratte dall'ultimo CD "Um amor infinito".
I Madredeus hanno seguito da anni una loro strada precisa e partendo dalle radici del Fado portoghese sono riusciti a renderlo attuale. Hanno cercato sonorità diverse, utilizzando anche atmosfere elettroniche o suonando con un'orchestra sinfonica ma sono poi tornati a suoni tipicamente acustici che a mio avviso rappresentano la loro vera anima.

E' stato veramente emozionante sentirli. Hanno chiuso il concerto con il mio brano preferito. "Haja o que Houver"
"... Haja o que houver
espero por ti..."
La mia notte bianca è terminata qui, mi sono spostato verso il centro ma tutte le cose che mi interessavano erano già terminate.