domenica, 21 maggio 2006

Relativity Suite

Scrivo un post dopo un pò di tempo. Nonostante la voglia di scrivere resti viva, non sempre riesco a trovare il tempo e la concentrazione per farlo. Anche le visite ad altri blog ed i commenti che lasci si sono aftti più rari ma spero di recuperare. Torno a parlare di musica ed in particolare di un disco che sto ascoltando spesso in questo periodo:

Relativity Suite di Don Cherry e Jazz Composers Orchestra.

 

 Relativity suite

 

Questo disco che trovo bellissimo è un indicatore di quanto a volte sia strano il mercato discografico. E' stato inciso nel Febbraio del 1973 e credo di averlo comprato nei primi anni '80. A quell'epoca esistevano gli LP. Nel passaggio ai CD ho ricomprato in CD tutti i miei dischi preferiti e col tempo poi, ho perso anche la possibilità di ascoltare gli LP. Credo che a molti sia accaduta la stessa cosa. Per anni ho cercato il CD di Realtivity Suite in tutti i negozi di dischi, non solo in Italia, senza nessun successo. Adesso con internet è facile sapere che non è mai stato edito in CD. Le ragioni possono essere molteplici. Il disco è stato inciso per una etichetta discografica indipendente la JCOA di Carla Blay e Michael Mantler per cui successivamente ci sarà stato poco interesse ridistribuirlo. Altra ragione potrebbe essere che questa registrazione non è stata particolarmente osannata dalla critica. La cosa strana comunque resta ed è il fatto che un musica cha emoziona, che ha dei valori resti fuori dal mercato.

Finora neanche internet mi aveva aiutato a riascoltare questa registrazione ma da pochi giorni sono riuscito a recuperare tutti i brani ed adesso questa musica è tornata ad accompagnare le mie giornate.

Don Cherry pocket tr

Don Cherry viene spesso considerato il Miles Davis del Free Jazz. Il suo nome è sicuramente collegato al movimento del free jazz ma è stato anche uno dei primi musicisti di jazz ad avvicinarsi ad altre culture e sviluppare un musicalità multietnica prima ancora che diventasse "moda". Don Cherry è stato sicuramente uno dei padri di quella che oggi viene chiamata "world music".

Relativity Suite è proprio un esempio di questo tipo di ricerca. Ci sono influenze che vengono dal Mali, dall'India dal Pakistan, dall'oriente E' una musica che sfugge ad ogni catalogazione, ha qualche cosa del jazz ma non è jazz. Forse per questo è stata snobbata dalla critica.

Relativity Suite comincia con un canto "carnatico" indiano che Cherry aveva studiato sotto la guida di Pandit Pran Nath. Poi l'energia dell'orchestra sale, si riscalda, e si lancia in un inebriante "Mali Doussn'gouni" è un brano che mi cattura da sempre, fin dalla prima volta che l'ho ascoltato. In esso c'è il jazz ma non solo. E' come se il jazz avesse incontrato i ritmi che lo avevano generato e si fonde con culture diverse. Il risultato è incantevole. C'è l'assolo di sax di Frank Lowe ed i fraseggi di Don Cherry alla tromba ad un certo punto poi lascia la tromba e si lancia in affascinanti acrobazie vocali. Il ritmo poi cala le atmosfere diventano più rarefatte e comincia il brano "Desireless" dove si nota Carla Blay al piano. La prima facciata dell'LP era questa. Tre brani fusi in un uno solo, senza interruzioni. Questa facciata l'avrò consumata. Gli altri brani sono comunque degni di nota anche se non raggiungono certe le vette. Vorrei citare Ed Blackwell alla batteria nell'ultimo brano "March Of The Hobbits" bellissima esibizione su una marcia alla New Orleans. Ed Blackwell compagno di Cherry per lungo tempo è uno dei miei batteristi preferiti ed in questo brano mostra le sue capacità.

doncherry6b

Scrivo qui i brani che compongono il disco e gli esecutori, quasi tutti famosi jazzisti. C'è da notare però Selene Fung al ching, strumento a corde cinese:

1. Tantra
2. Mali Doussn'gouni
3. Desireless
4. The Queen Of Tung-Ting Lake
5. Trans-Love Airways
6. Infinite Gentleness
7. March Of The Hobbits

Don Cherry(composizione,conduzione,tromba,conch,voce, perc),
Charles Brackeen(sax soprano,sax alto,voce),
Carlos Ward(sax alto,voce),
Frank Lowe,Dewey Redman(sax tenore,voice),
Sharon Freeman(corno francese),
Brian Trentham(trombone),
Jack Jeffers(tuba),
Leroy Jenkins(violino),
Joan Kalisch,
Nan Newton(viola),
Pat Dixon,Jane Robertson(violoncello),
Charlie Haden(basso),
Carla Bley(piano),
Ed Blackwell(batteria),
Paul Motian(percussioni),
Moki Cherry(tambura),
Selene Fung(ching)

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postato da: MingusSamba alle ore 15:34 | Permalink | commenti (61)
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