giovedì, 18 settembre 2008
VALORE

ErriDeLuca

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,
un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale
ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua,
riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,
la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca (da “Opera sull'acqua e altre poesie”, Einaudi, To, 2002)


Ricomincio a scrivere dopo una interruzione piuttosto lunga. Non ho mai scritto molto ma nell'ultimo periodo i miei post si sono ridotti fin quasi ad estinguersi.
L'ultimo periodo è stato piuttosto critico e distratto da tante cose, la voglia di scrivere era svanita. Spesso anche senza scrivere ho lasciato dei commenti, sui miei blog preferiti.
Per alcuni mesi sono stato lontano sia perchè non sono stato in Italia sia perchè mi sono tenuto lontano dai computer.
Quando ho aperto questo blog non sapevo di cosa avrei parlato, sapevo però che avrei scritto qualcosa di mio, con tutti i limiti che questo comporta perchè non sono bravo con le parole.
Ho sempre visto con diffidenza i blog che riportano testi di canzoni, poesie di autori famosi e così via.
Ogni proposito è fatto per essere contraddetto ed io sono qui a postare una poesia di Erri De Luca.
Questa poesia l'ho ascoltata per la prima volta alcuni anni fa recitata proprio da Erri De Luca durante uno spettacolo teatrale e ne ero rimasto colpito.
L'ho riletta qualche settimana fa alla Feltrinelli e l'ho sentita ancora più vicina.
Il mio scorso compleanno mi ha portato in una fase di valutazioni, forse a causa della cifra tonda.
Ho cominciato a valutare le cose fatte, quello che mi aspettavo e quello che sono riuscito a fare.
La sensazione è che i conti non tornino, probabilmente quando si fanno certe valutazioni non tornano mai... forse torneranno un giorno.
In questa poesia indicando quelli che sono i "Valori" e riconoscendo che "Molti di questi valori non ho conosciuto" Erri De Luca è come se tirasse un resoconto della propria vita. Forse per questo la sento particolarmente.
Inutile aggiungere che Erri De Luca è uno dei miei autori preferiti. L'ho scoperto tardi, solo da qualche anno anche se abbiamo alcune cose in comune: entrambi nati a Napoli, entrambi con gli stessi ideali giovanili.

postato da: MingusSamba alle ore 18:44 | Permalink | commenti (63)
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venerdì, 06 luglio 2007

Guinga a Frascati

guinga

Scrivo questo post dopo molto mesi dall'ultimo. Malgrado il tempo passato, non considero chiusa l'esperienza del blog, la cosa mi diverte e devo solo riuscire ad organizzarmi per poter scrivere con maggiore continuità. E' vero, ammetto di essere un pò lento ma confido di riuscirci.

Questi mesi sono stati un pò movimentati, lavoro a Roma ma torno a Napoli nei week end. La mia sistemazione a Roma è abbastanza precaria perchè il mio contratto di lavoro all'inizio del prossimo anno ma spero che accada qualche cosa di positivo che mi portino ad avere una maggiore stabilità.

Uso questo post per dare qualche mia notizia ai pochi lettori che ancora passano di qui ed anche per segnalare un evento che ritengo interessante.
Lunedì prossimo 9 Luglio 2007, nell'ambito della rassegna itinerario brasile, si terrà a Frascati un concerto di Guinga e di Paula Santoro.

Mi piace molto la musica brasiliana e Giunga è uno dei miei musicisti brasiliani preferiti. E' un valente chitarrista ed un eccezionale compositore. Ogni volta che ne ho la possibilità è una gioia poterlo ascoltare dal vivo.  Spero di riuscire a parlarne di più in qualche prossimo post.

Trovandomi in zona lunedì sera sarò sicuramente a Frascati e sono certo che sarà uno splendido concerto. Volevo segnalare questo evento a tutti quelli interessati che si trovano in zona.

postato da: MingusSamba alle ore 18:32 | Permalink | commenti (103)
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mercoledì, 07 febbraio 2007
Roma


Roma

Da domani comincio una consulenza presso un'azienda romana.
Non so se questa è la soluzione ideale ai miei problemi di lavoro ma certamente è un aiuto.
Negli ultimi giorni sono stato ancora più distratto del solito e malgrado la tarda lascio una mia traccia.
Forse avrò bisogno di un periodo di adattamento. Probabilmente sarò poco presente nei prossimi giorni ma cercherò di leggere i miei blog preferiti e di rispondere a qualche eventuale messaggio.
Adesso è tardi e domani si parte. Lascio qui una saluto per tutti quelli che passeranno. Avevo in mente vari post da scrivere ma per il momento questa è una comunicazione di servizio
postato da: MingusSamba alle ore 00:33 | Permalink | commenti (50)
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sabato, 16 dicembre 2006
Un anno di Blog

Oggi questo Blog compie un anno. E' strano, poco più di un anno fa non pensavo che avrei mai aperto un blog ed adesso sono qui dopo un anno a scrivere un post.
E' vero, in questo anno non ho poi scritto tanti post ma è stato un periodo veramente particolare e questo strano periodo ancora non è passato.
Ho scritto poco ma l'idea di continuare a tenere il blog mi piace, a volte un post può rappresentare uno sfogo, la traccia di un pensiero, di una sensazione e mi piace poter lasciare questi segni, forse un giorno guarderò con simpatia anche questi giorni così strani.
In questo anno il mio modo di pensare è un pò cambiato, è diventato più aperto, mi piace l'idea di poter condividere alcune idee, esperienze con i pochi e pazienti lettori che passano di qui.
Quando c'è qualcosa che mi colpisce penso sempre di farne un post. Purtroppo la pigrizia ha spesso il sopravvento che malgrado le intenzioni non sempre questi post vedono poi la luce.
Quello che mi ha colpito in questo anno è stato l'affetto delle persone che passano di qui ed è bella l'amicizia che si è venuta a creare con alcuni blogger. Con qualcuno scambio unicamente commenti sui rispettivi blog, co nqualche altro c'è una comunicazione via mail o chat o telefonica. Con alcuni poi il virtuale è diventato reale. Sono state tutte bellissime esperienze e come spesso capita nella vita, alcune si rafforzano con il tempo altre si indeboliscono e tendono a perdersi.
Proprio per sottolineare l'importanza che do a queste amicizie che nascono dal blog e poi diventano reali, metto qui la foto di uno di questi incontri.
A Settembre sono stato a sentire la "Tangeri Cafè Orchestra" nello splendido scenario del teatro degli scavi di Pompei.
E' sempre bello poter assistere ad eventi in una cornice così suggestiva, la musica della Tangeri Cafè Orchestra è un bellissimo esempio di contaminazione tra diverse esperienze musicali, essenzialmente nordafricane e spagnole. Al contrabbasso ho potuto ascoltare di persona l'ottimo Contrabbubis che si intravede alla destra della foto.
Quella è stata proprio una bella serata ed oltre alla musica bella e coinvolgente mi ha dato la possibilità di incontrare una bellissima persona.



20092006_Pompei
postato da: MingusSamba alle ore 00:00 | Permalink | commenti (59)
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domenica, 03 dicembre 2006
Ritorno dall'Inghilterra



Maschio Angioino

Scrivo questo post dopo oltre un mese dal precedente in cui parlavo della mia partenza per l'Inghilterra.
In realtà sono stato in Inghilterra solo 4 giorni e sono tornato da tempo. Purtroppo questo non è un buon periodo e malgrado abbia forse più tempo a disposizione manca la voglia di scrivere. In questo periodo di assenza non mi è venuta meno la voglia di tenere questo blog ed infatti ho cominciato alcuni post ma non ne ho portato a termine nessuno, spero di riuscire a pubblicare almeno questo.

Vorrei parlare un pò del periodo che sto attraversando e del perchè sono stato in Inghilterra.
Quando ho cominciato questo blog non sapevo, ed ancora oggi non lo so, di cosa avrei parlato. Sapevo che non volevo tenere un diario, sapevo che non volevo tenere un blog a tema (su musica o libri o enogastronomia). Avrei voluto scrivere un pò di tutto, un pò per tentare di trasmettere alcune sensazioni ai miei pochi lettori ed un pò per fissare in me certe idee.
Ho scritto su vari argomenti ma questo è il primo in cui parlo di me stesso e del periodo che sto vivendo.

I fatti hanno origine nei primi mesi del 2000. In quel periodo lavoravo già da quattro anni a Roma per una grossa azienda. Il rapporto con la mia compagna di allora che viveva a Napoli era in crisi ed io non sapevo se questa crisi fosse dovuta al fatto che riuscivamo a vederci solo nei week end o alle divergenze e conflitti che diventavano sempre più acuti ed insanabili.
Nei primi mesi del 2000 ebbi una offerta di lavoro da una piccola azienda del napoletano che era nata da poco e mi offriva uno stipendio più alto e di lavorare a Napoli. Ero consapevole dei rischi che stavo correndo ma anche per salvare la mia relazione decisi di cambiare azienda. Fino ad allora avevo sempre avuto diverse offerte di lavoro, forse per essermi laureato con il massimo dei voti, forse per il mio curriculum e quindi se le cose fossero andate male, pensavo di trovare facilmente una nuova opportunità di lavoro.
Dopo circa un anno di convivenza giornaliera la mia relazione è completamente naufragata e per l'azienda per cui lavoravo le cose  sono cominciate ad andare sempre peggio. Da tempo ero messo alla ricerca di un nuovo lavoro nella speranza di lasciare la nave prima che questa affondasse completamente.
Purtroppo a metà luglio l'azienda è entrata in liquidazione e da allora la ricerca di un lavoro è diventata una necessità primaria.
L'azienda per cui lavoravo era in crisi già da tempo e questo stato di cose ha fatto in modo che anche i miei rapporti con il mondo esterno diventassero quasi inesistenti. Un pò per questo, un pò per l'età che avanza, un pò perchè l'elettronica in Italia è ridotta proprio male, ma sto trovando molte difficoltà nella mia ricerca di un nuovo lavoro.
Stranamente proprio a metà luglio ricevo una email da parte di un conoscente inglese e mi chiede di suggerirgli un ingegnere che si occupava di progettazione elettronica, a questo punto colgo la palla al balzo e mi propongo. Cominciano una serie di contatti via email e telefono e l'idea di trasferirmi in Inghilterra diventa sempre più reale. Per conoscere dettagli sulla vita lavorativa in Inghilterra comincio a contattare alcuni conoscenti che lavorano lì ed oltre a ricevere informazioni, grazie a loro nasce anche una seconda opportunità di lavoro.
Dopo contatti via email e telefono vengo chiamato per un colloquio di persona. Approfittando del viaggio, cerco di fissare un colloquio con entrambe le aziende ma quando già avevo comprato il biglietto aereo mi chiamano e mi dicono che per una riallocazione del budget del 2007 le assunzioni sono rimandate alla primavera e quindi al momento il colloquio è inutile. Dopo poche ore ricevo una email dall'altra azienda dove mi dicono che malgrado gli sforzi non riescono a trovare una sistemazione adatta a me.
Malgrado non avessi più nessuna ragione per partire decido di andare ugualmente in Inghilterra, un pò per cambiare aria un pò per valutare se vale la pena cercare un lavoro anche lì.

Sono tornato e mi sono deciso ad insistere e cercare con maggiore determinazione anche in Inghilterra. Le opportunità che mi erano state offerte erano molto più interessanti di quello che si può trovare qui in Italia e forse malgrado sia molto legato a Napoli, in questo periodo, non è una cattiva idea andare via.
Non so quello che succederà nei prossimi mesi e se riuscirò a trovare un posto di lavoro decente ma al momento sono ottimista.



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martedì, 24 ottobre 2006
Inghilterra

Nel pomeriggio partirò per l'Inghilterra. Vi resterò qualche giorno. Quella che sembrava una opportunità si è trasformata quasi in una vacanza. Non mi resta che approfittarne.

brindley


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venerdì, 06 ottobre 2006
Report di domenica 8 ottobre

Report è, a mio avviso, una delle migliori trasmissioni televisive. Tutte le inchieste che conduce sono portate avanti con serietà ed approfondimento. E' forse uno dei pochi casi di giornalismo vero. Un giornalismo che cerca le ragioni delle cose e tenta di spiegarle a noi tutti.
Domenica prossima c'è una puntata su di un argomento che mi interessa particolarmente, verrà trattata la situazione dell'industria elettronica in Italia. In questo settore, negli ultimi anni si è sperperato molto denaro pubblico per arricchire pochi e migliaia di persone sono rimaste senza lavoro. Nessun paese civile tollererebbe una simile situazione, ma qui sembra normalità.

Gli interessati possono seguire Report domenica 8 ottobre alle 21:30

La descrizione dell'inchiesta è qui, al sito di Report


Report_I
Report_A
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martedì, 03 ottobre 2006
"Notte bianca a Napoli" ed i Madredeus

Scrivo questo post dopo un'assenza abbastanza lunga. E' un periodo un pò particolare per me. Un periodo piuttosto negativo che mi porta una sensazione di insicurezza ed instabilità. In teoria avrei molto tempo per scrivere purtroppo è la voglia a venir meno. Spesso resto collegato gironzolo per il web senza un filo logico. A volte mi limito a leggere i miei blog preferiti lasciando pochi commenti in giro. Chiedo scusa alle poche persone che mi seguono e spero che cominciando a scrivere un pò di voglia torni. In realtà vorrei che questo periodo passasse velocemente.
Non ho intenzione di annoiarvi raccontando tutte le mie ansie e  preferisco ricominciare con un post un pò più leggero.

Madredeus I
Sabato scorso 30 Settembre anche Napoli ha avuto la sua notte bianca. E' stata la seconda edizione. L'anno scorso era stato un vero disastro. La città era stata completamente pedonalizzata e non si poteva circolare con auto o moto (i motorini circolano sempre, per loro non ci sono regole). Tutti erano costretti a lasciare l'auto in periferia. La prima difficoltà era quella di riuscire a parcheggiare da qualche parte, ma era solo l'inizio di un vero percorso di guerra. Circa 2 milioni di persone che dalla periferia della città cercavano di arrivare in centro con i pochissimi mezzi pubblici in circolazione. Alla fine tutti si spostavano a piedi trasformando la notte bianca in una sorta di pellegrinaggio senza meta definita.
L'esperienza dell'anno scorso mi ha lasciato in dubbio fino pensando se non fosse meglio andare a dormire (ci sarebbero anche altre cose da poter fare il sabato sera ma è meglio sorvolare). La musica mi piace troppo e leggendo il programma ho visto che ci sarebbero stati anche i Madredeus, gruppo portoghese che adoro. Mi sembrava anche un bene il fatto che suonassero la Parco Virgiliano a Posillipo, lontani da Piazza Plebiscito e dal centro dove sarebbero accorse sicuramente un gran numero di persone.
Mi sono avviato con un certo anticipo e con sorpresa ho visto che erano previsti posti a sedere. Ho preso posto nelle prime file proprio quando i Madredeus stavano provando il suono. Per me che ho maggiore familiarità con il portoghese parlato in Brasile è sempre divertente sentire l'accento del Portogallo. Teresa Salgueiro che diceva "Antonio, preciso perceber a giutarra do Pedro".  Hanno sistemato il tutto con grande meticolosità.
Un pò alla volta è arrivata sempre più gente ma niente di esagerato.

Madredeus II

Puntuali alle 9 i Madredeus sono saliti sul palco. Tutti gli uomini con giacca e pantaloni neri, camicia bianca e cravatta nera e Teresa Salgueiro con un vestito verde ed un bolero di pelliccia. La formazione era quella ormai stabile da alcuni anni:

Teresa Salgueiro: voce
Pedro Ayres Megalhaes:
chitarra classica
Jose Peixoto:
chitarra classica
Fernando Judice:
chitarra acustica
Carlos Maria Trindade:
sintetizzatori

Le prime note sono state un vera emozione per me. Le chitarre che si rincorrevano e la voce di Teresa che si spandeva nella notte. Il concerto è stato veramente bello con musiche recenti tratte dall'ultimo CD "Um amor infinito".
I Madredeus hanno seguito da anni una loro strada precisa e partendo dalle radici del Fado portoghese sono riusciti a renderlo attuale. Hanno cercato sonorità diverse, utilizzando anche atmosfere elettroniche o suonando con un'orchestra sinfonica ma sono poi tornati a suoni tipicamente acustici che a mio avviso rappresentano la loro vera anima.

Madredeus p

E' stato veramente emozionante sentirli. Hanno chiuso il concerto con il mio brano preferito. "Haja o que Houver"

"... Haja o que houver
espero por ti..."


La mia notte bianca è terminata qui, mi sono spostato verso il centro ma tutte le cose che mi interessavano erano già terminate.
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martedì, 25 luglio 2006

Un racconto "quasi" erotico di Cronomoto

Non è un bel periodo questo per me, pieno di incertezze e dubbi. L'umore e la voglia di scrivere ne risentono ed i miei già scarsi post diminuiscono. In questi periodi è fondamentale l'aiuto degli amici ed io li sento vicini. Gli amici di blog sono amici veri con cui si condividono passioni, idee, emozioni.

Pubblico ancora un racconto non scritto da me ma da un’amica: Cronomoto. Lo ha pubblicato sul suo blog qualche giorno fa e le ho chiesto di poterlo pubblicare anche qui, perché segue il filo conduttore del "racconto di Tzugumi" e poi perché mi piace. Trovo piacevoli tutti i racconti di Cronomoto, ritengo abbia una vera abilità.

 


Racconto (quasi)  erotico featuring MingusSamba e  Tzugumi

Di questi tempi in alcuni blog si leggono dei racconti erotici, sarà l’estate, il caldo, a spingere verso certe direzioni. In particolare, leggendo spesso MingusSamba mi sono imbattuta nel Racconto di Tzugumi
Ho cercato di capire  se anch’io, tra i miei pensieri un po’ sconclusionati,   avrei mai potuto scrivere un racconto erotico.

Il  problema maggiore è stato  reperire  una vittima consenziente e vi assicuro  che non è stato facile...

Dadi, illustratore noto  in tutto il mondo,  nonché appassionato di pinguini, era in ritardo, e doveva affrontare un percorso pieno di imprevisti come ad esempio la tangenziale di Mestre, per andare a trovare  Crono, ma  le disse che non c’era alcun problema: era abituato alla Grande Muraglia, ancora dai tempi in cui lavorava a Milano. Anzi quelli  erano momenti speciali per lui,  in cui  poteva pensare ai suoi pinguini, ai pastelli,  e buttare al vento i colori, raccoglierli  di nuovo dentro di sé  per nuovi disegni.

Caricò in macchina i colori più preziosi, il Mac,   tutta la discografia di David Sylvian  (il punto G di Crono) e il suo inseparabile pinguino gonfiabile.  All’ultimo momento prese anche un cd dei Gotham Project, erano mesi che tentava di convincere Crono, che non ne voleva sapere di ascoltarli.

Crono era affranta dal caldo umido della pianura padana, cercava nell’attesa snervante di curare ogni dettaglio per quella serata a modo suo, si intende: climatizzatore, ma la temperatura era intorno ai 29° perché lei odia il freddo, ambiente  ordinato come una casa giapponese e pulito come una sala operatoria, una cena fredda preparata con cura, sperando che Dadi amasse almeno la cucina medio-orientale. Si ricordava infatti  che la vittima  odiava: pesce, verdura di ogni tipo, funghi, tutto ciò che ricordava le foglie, aveva zampe, ali  e altro ancora.

I due crono-gatti, immobili come centrotavola, la seguivano con gli occhi in ogni suo spostamento lanciandole sguardi  di sufficienza e a lei sembrava anche colmi di  un certo rimprovero.

Il campanello tuonò, lei aprì ormai in piena crisi extrasistolica, e finalmente entrò Dadi, con dei pantaloni rossi, una camicia bianca e il suo profilo da Nicolas Cage, che ogni tanto Crono si era ritrovata a sbirciare in passato. Si presentò  con il pinguino, il Mac,  i cd… e i colori nelle tasche.  Inciampò subito su “ Tutti i racconti 1956-1962” di Ballard, che Crono aveva lasciato per terra, unica cosa fuori posto e i pastelli rotolarono  per alcuni lunghissimi secondi in tutta la stanza, con grande gioia dei due crono-gatti.
“Non è niente”, disse sorridendo lui, sedendosi su un divano accanto al suo inseparabile pinguino gonfiabile.

Tutto era semplicemente perfetto.

Dadi,  che di blog non ci capisce una mazza ma aveva letto il racconto di Tzugumi, chiese subito dove era il ghiaccio,  Crono  arrossì in silenzio: aveva appena sbrinato il freezer. Restarono lì, a guardarsi  su due divani sì di fronte, ma distanti anni luce l’uno dall’altro. Crono ogni tanto lanciava uno sguardo sconsolato al pinguino.

 Lui,  (Dadi, non il pinguino) con tutto il coraggio rimasto e soprattutto con il desiderio ormai tendente asintoticamente a meno infinito, si sedette comunque vicino a Crono.
Lei si girò di 90° puntandogli le ginocchia contro le gambe, in difesa.

Iniziò a baciarla dolcemente, senza fretta, mentre lei, ricordando  che ad un certo punto nel racconto Tzugumi  inarcava la schiena, cercò di fare altrettanto, volendo  avvicinarsi.
Un dolore inaspettato e lancinante la sorprese, risalendo come un fuoco  lungo la schiena ed impossessandosi completamente di lei; da quanto non  le succedeva…
Sì, il famigerato colpo della strega.
Dissimulò il contrattempo recitando mentalmente tutti i mantra antalgici che le  aveva insegnato Zero, suo Maestro Zen.

Le mani di Dadi  iniziarono a muoversi  sicure come su un foglio da disegno.  ( Sto andando bene, qui vero?)

Per togliere i vestiti a Crono ci volle circa mezz’ora di tempo prezioso, il solito problema:  lei soffre il freddo e si copre come un palombaro: l’abbigliamento non era certo sexy: tolta la camicia grigio asfalto dai mille bottoni, restava la maglia a maniche corte dello stesso  colore solare, una manciata di minuti per sfilare i pantaloni in fantasia grigio mimetico dalle gambe che non finivano mai, calzettoni e anfibi (quelli erano un regalo del suo ex, noto scienziato, che aveva progettato tra le altre cose degli anfibi per i militari che si autoregolavano nella temperatura, lei era stata la cavia per l’esperimento in pieno agosto di qualche anno prima, ma questa è un’altra storia). A nulla valse la nota disinvoltura di Dadi con la lingerie femminile. (Non ricordo se anche questo è riportato in Web Index 5)

Crono era lì, imbarazzata più che mai sotto gli occhi di lui, che sorridendo la tirò a sé.
La tenne vicino, così com'era, e iniziò a disegnare con i suoi pastelli più belli.

 FRIGO blu100-OPEN




















http://www.davidebressan.it/


(Ringrazio  per la fiducia Mingus che ha accettato ad occhi chiusi il riferimento, spero che  Tzugumi possa perdonarmi  la libertà che mi sono presa. A Dadi, che si è gettato con coraggio non trascurabile nella parte,  prometto che non lo porterò al ristorante giapponese.)

postato da: MingusSamba alle ore 11:41 | Permalink | commenti (78)
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martedì, 04 luglio 2006
Racconto di Tzugumi

Tenere un blog ha molti aspetti piacevoli. Uno di questi è di incontrare persone con cui si scopre una grande affinità e con cui si stabilisce un rapporto speciale.
Forse sono stato fortunato ma in questi mesi sono entrato in contatto con diverse persone veramente splendide. Una di queste è Tzugumi.
Con Tzugumi ci parliamo attraverso commenti sui rispettivi blog ed con questo il blog un pò si trasforma, diventa il posto dove vengono conservati messaggi.
Tzugumi scrive splendidi racconti erotici, lo fa bene, con delicatezza quando serve, a volte con maggiore crudezza. Ammiro il suo modo di scrivere e le sensazioni che riesce a trasmettere. Il suo è uno dei blog che seguo con piacere, aspetto sempre con ansia un suo nuovo racconto.
L'altro giorno ho trovato una bellissima sorpresa, Tzugumi mi ha dedicato un suo racconto, prendendo spunto da un mio commento.
Mi sento onorato di questa dedica, il racconto mi piace molto ed ho chiesto alla cara Tzugumi di poterlo pubblicare anche qui, lei ha accettato e con piacere ed orgoglio lo riporto qui di seguito
Come ultima cosa vorrei dire che sono rimasto colpito dal personaggio di Mingus del racconto, io mi riconosco in lui. So bene che tutti gli uomini vorrebbero essere al suo posto ed è facile identificarsi in lui ma c'è qualche cosa che mi appartiene.
Oltre ad essere una bravissima scrittrice, Tzugumi è anche un pò maga per riuscire a percepire certe cose in uno sconosciuto.



cocktail Tzugumi
"Sto letteralmente morendo di caldo...ti prego, portami qualcosa di freddo in ufficio"
Sapevo che Mingus sarebbe passato da me nel primo pomeriggio. Io non avevo voglia di uscire; nonostante la temperatura elevata nella stanza dove mi trovavo, l'idea di scendere in strada per raggiungere il bar non mi allettava affatto con quel sole rovente.
Ero estremamente irritata, un incontro con dei clienti importanti mi aveva costretta in un tailleur elegante ma poco pratico. L'unico mio desiderio era liberarmene al più presto.
Mentre sedevo alla mia scrivania, facendomi vento con una vecchia brochure, Mingus suonò alla porta.
Andai ad aprirgli a piedi nudi, delle scarpe almeno ero riuscita a liberarmene. Davanti al suo viso campeggiava un bicchiere alto con un coctail coloratissimo, pieno di ghiaccio.
"Sei il mio mito" gli sussurrai, sfiorandogli la guancia con un bacio.
Mi abbandonai nella poltrona sorseggiando la bibita ghiacciata, mandandola giù a poco a poco dopo averla leggermente riscaldata nella mia bocca.
Mingus mi osservava divertito, diceva che si vedevano i movimenti della lingua attraverso le gote, il che mi rendeva buffa e sensuale al tempo stesso.
L'ultimo sorso uscì incontrollato dalle labbra ed il rigagnolo della bibita si insinuò nella mia scollatura.
Mingus infilò prontamente un dito fra i miei seni, "Non vorrai mica sporcarti la camicetta vero?"
No, non lo volevo, ma la sensazione del liquido freddo sulla pelle era estremamente piacevole.
Me ne liberai, restai con reggiseno e la gonna.
"Passami un cubetto di ghiaccio sul collo, ho tanto caldo"
Lui annuì, affondò la mano nel bicchiere e avvicinò il ghiaccio dietro la nuca.
Sentì una fitta piacevole nei recessi più profondi del mio sesso, Mingus mi aveva toccata nel mio punto debole.
"Ancora, passalo ancora"
E stavolta la zona prescelta fu quella dei capezzoli. Il contatto col freddoli rese duri e sensibili, quasi dolenti.
Gli tolsi il cubetto dalle dita e lo infilai nella mia bocca con aria di sfida. Lui mi tirò a sè infilandomi la lingua in bocca...ed insieme giocammo col ghiaccio.
Mentre mi stringeva io premevo il mio bacino contro di lui, volevo che mi scopasse, sentivo il fuoco innescarsi nel mio sesso...desideravo ardetemente essere presa in quell'istante, su quella scrivania, mentre fuori tutto era silenzio.
Mingus scostò la gonna con la mano e raggiunse i miei slip. Erano bagnati.
Ritrasse la mano divertito portandosela al naso e poi verso la mia bocca.
"Senti? è il tuo sapore".
Affondò il viso fra le mie gambe. Io sentivo le forze abbandonarmi...ero assolutamente ipnotizzata dalla sua lingua che sapeva penetrarmi come fosse un pene.
Mi strinse i fianchi con le mani avvicinandomi sempre di più alla sua bocca, i movimenti erano costanti e imperiosi, leccava e mordeva avidamente senza lasciarmi via di scampo.
Quando improvvisamente accellerò il ritmo la mia schiena si inarcò imbizzarrita, e nella foga dei movimenti non mi accorsi che con un gesto rapido non era più la sua lingua a penetrarmi ma il suo pene eccitato che affondava in me senza controllo.
Raggiunto l'orgasmo, Mingus prese l'ultimo cubetto che non si era sciolto. Il contatto col mio sesso fu piacevole, ma sentì la carne quasi addormentata.
"Non preoccuparti", rise lui, l'ho fatto per ricominciare.....

(ispirata da un "suggerimento" di Mingus....)

postato da: MingusSamba alle ore 13:07 | Permalink | commenti (41)
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